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  • federicamonzio

Playful experience – Visita a Balloon Museum: Pop Air


“Una mostra colorata di gonfiabili…sembra divertente!”


In questi giorni di pausa per le festività natalizie ho avuto l’occasione di visitare la mostra “Pop air” organizzata da Ballon Museum a Milano, negli spazi di SuperstudioPiù.

Si tratta di una collezione di installazioni che fanno uso di gonfiabili, imponenti opere di Inflatable art formato extra-large, che catapultano il visitatore in un mondo colorato, sorprendente, totalmente alieno per tempo, spazio e atmosfera.


La ricetta di questa piacevole experience exhibition immersiva combina sapientemente una dose massiccia di interattività con una precisa modulazione di tinte, luci e suoni in grado di trasportare in un luogo altro, sospeso, sognante (definito dalla critica “metafisico”), che si articola in un susseguirsi incalzante di ambienti unici e variegati, ma in cui è sicuramente possibile ritrovare elementi comuni. Il legante di tutti gli ingredienti citati è infatti, secondo me, oltre all’attributo “inflatable” che caratterizza le opere esposte, lo spirito giocoso con cui esse sono state concepite e che pervade ogni area dello spazio espositivo.

L’elemento ludico la fa da padrone in un evento che si impone senza dubbio quale vero e proprio paradiso per i bambini, che possono scatenarsi fra palloni over-size coloratissimi, foreste di oggetti interattivi dall’aspetto mutevole, che si trasformano non appena si entra in contatto con essi.

Non sono solo i più piccoli però a divertirsi a Pop air: famiglie intere, ma anche gruppi di amici e visitatori solitari di tutte le età possono godersi un momento di autentica evasione e tornare, anche solo per la durata della visita, alla spensieratezza autentica dell’infanzia ormai più o meno lontana.

È stato molto interessante per me visitare la mostra proprio in questo periodo, in cui ho scoperto e sto approfondendo l’importanza che il gioco ricopre nella nostra vita di esseri umani e i benefici che esso comporta, in particolare attraverso il lavoro del dottor Stuart Brown (di cui parlerò in modo esaustivo più avanti, ma di cui inizio a consigliare il TED a questo link: https://www.ted.com/talks/stuart_brown_play_is_more_than_just_fun).

Ho potuto “toccare con mano” la forza che il gioco ha, in questo caso sottoforma di esperienza dal carattere prettamente ludico, oltre che artistico, anche per gli adulti; il suo impatto prorompente produce degli inequivocabili segnali di gioia, divertimento, spensieratezza; sguardi estasiati, movimenti dinamici e vivaci, risate e sorrisi genuini mi hanno accompagnata lungo tutto il percorso espositivo (ed esperienziale).

Individui così diversi per genere, età, aspetto, probabilmente anche per background culturale e sociale, mi sembravano una classe omogenea di bambini che si godono la ricreazione: riprendendo gli scritti di Brown, ognuno ha potuto dedicarsi a questa “perdita di tempo”, a questa attività improduttiva, ordinariamente considerata una occupazione frivola e “infantile” (nell’accezione dispregiativa del termine), senza vergogna e senza il timore di apparire sciocco o superficiale. Con apparente immaturità, saltellando goffamente fra enormi palloncini, scattando selfie fra gonfiabili colorati, ed entrando così a far parte delle opere d’arte stesse, ciascuno può sentirsi coinvolto in un’esperienza collettiva dal grande impatto emotivo, che stimola tutti i nostri sensi e li diverte.

Attraversare il corridoio muovendosi fra sciami di bolle di sapone in “A quiet storm”, collaborare con gli altri visitatori alla costruzione dell’opera stessa giocando con i gonfiabili magnetici di “Polyheadra” e soprattutto tuffarsi nella immensa piscina di palline “Hypercosmo” regala a ciascuno, nessuno escluso, un guizzo di allegria genuina nella sua forma più pura.

E questo abbandonarsi allo “stato di gioco” non limita i suoi effetti positivi ad una sana risata fra palloni variopinti e labirinti gonfiabili, ma comporta benefici che si estendono a pressoché ogni aspetto della vita, anche una volta lasciata la mostra. A livello fisico (ci si muove fra e si interagisce materialmente con le installazioni), mentale (in questo luogo giocoso i nervi si distendono e si dimentica lo stress quotidiano), emotivo (ci si diverte, si esce dalla mostra più felici!), sociale (si ride e si condividono attimi piacevoli con le persone care e perché no, anche con gli altri visitatori sconosciuti, ci si sente "parte di qualcosa di più grande") la visita a Pop art ha conseguenze positive a 360 gradi su chi vi si immerge.

E la portata di tali benefici può essere prolungata nel tempo ed amplificata se ci impegniamo a moltiplicare le occasioni di playful experiences nella nostra quotidianità, se facciamo cioè in modo che momenti giocosi come quelli che il Ballon Museum può regalare diventino parte della nostra vita ordinaria, e ci lasciamo trascinare dallo spirito giocoso che è in noi ogni volta che se ne presenta l’occasione.


We don’t stop playing because we grow old; we grow old because we stop playing” (George Bernard Shaw)



La mostra Pop air di Ballon museum si trova presso SuperstudioPiù, in via Tortona 27 a Milano, ed è visitabile fino al 12 febbraio 2023. Info e costi al sito ufficiale: https://balloonmuseum.world/it/home-italiano/


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